La teoria della base economica spiega la crescita urbana attraverso la crescita delle esportazioni che vengono considerate una variabile esogena del sistema.
Prima di parlare in cosa consiste occorre mettere in evidenza le basi teoriche della teoria. Essa utilizza i concetti della economia keynesiana nella quale gli investimenti, contrariamente a ciò che veniva supposto nella economia classica erano considerati esogeni, in particolare non avevano necessariamente una relazione con i risparmi. In altre parole una certa quantità di risparmio non significava necessariamente una analoga quantità di investimento. Da qui l'idea di trattare gli investimenti semplicemente come esogeni. Stabilito questo punto il problema era quello di calcolare gli effetti che un certo tipo di investimento esogeno, per esempio una spesa eccezionale per lavori pubblici, avrebbe potuto procurare nella città o regione in cui veniva effettuato. Per calcolare questi effetti è cruciale a propensione al consumo che lega consumi e reddito. Difatti i consumi sono dipendenti dal reddito, secondo un coefficiente che rappresenta la propensione a spendere per consumi il reddito disponibile.
Stante questa
situazione le due
semplici equazioni
che descrivono queste
relazioni sono le seguenti
| (7.1) |
| (7.2) |
dove
è il reddito al tempo
,
sono i consumi e
sono gli
investimenti.
| (7.3) |
dove
è detto
il moltiplicatore
degli investimenti.
Difatti moltiplicando
gli investimenti
per questo valore
(che è superiore
ad uno, dal
momento che la
propensione al
consumo è inferiore ad 1)
si ottiene la quantità di
reddito complessivo
che viene generata
dagli investimenti.
Questo modello rappresenta una economia chiusa. Se consideriamo una economia aperta con importazioni ed esportazioni, queste ultime possono avere una funzione analoga a quella degli investimenti. Difatti se includiamo le esportazione abbiamo la seguente equazione:
| (7.4) |
dove
sono
le importazioni e
sono le esportazioni.
Mentre investimenti ed esportazioni sono ambedue esogeni, le importazioni e i consumi dipendono dal reddito.
Quindi abbiamo, oltre alla equazione precedente che lega consumi e reddito anche la seguente equazione che lega importazioni e reddito.
| (7.5) |
Ovviamente occorre ammettere che
dal
momento che non posso spendere più
di quello che ho a disposizione.
Quindi alla fine il reddito è calcolato nella seguente maniera:
| (7.6) |
e il moltiplicatore è dato da:
.
Come si vede, il reddito dipende sia dalle esportazioni che dagli investimenti, e il moltiplicatore dipende sia dalla propensione al consumo che all'importazione.
Questo modello viene tradotto a livello urbano nella teoria della base economica. Questa teoria è formulata in termini reali (e non monetari come la teoria precedente). Essa si riferisce prima di tutto alle attività urbane che vengono suddivise in due settori:
Il settore di base è detto così perché rappresenta il fondamento della struttura urbana.
Queste quantità vengono espresse in termini di addetti. Dietro a questa supposizione sta l'ipotesi che la produttività del lavoro sia uguale in tutti i settori produttivi, mentre il reddito viene espresso dalla quantità di popolazione.
| (7.7) |
| (7.8) |
| (7.9) |
dove
sono gli addetti di base,
gli addetti di servizio,
è l'occupazione totale e
è la popolazione.
è l'inverso del tasso
di occupazione e
è il rapporto addetti nei servizi,
popolazione. Nel precedente modello si può
introdurre il tempo e dei ritardi.
Si ottiene il seguente modello:
| (7.10) |
| (7.11) |
| (7.12) |